trio
Un incontro speciale (parte seconda)
Eroscrazia69
07.04.2026 |
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"Il leggero passaggio dei polpastrelli di Eros concentrato appena sopra il ginocchio di Natasha, veniva intercettato dalle dita affusolate della donna che, poggiando il proprio palmo sul dorso della..."
La mattina del 25, Etos ripercorrendo mentalmente la scaletta delle incombenze da assolvere, all’ora di pranzo decideva di fare un’incursione del locale prescelto per accertarsi che tutte le richieste espresse telefonicamente fossero poste in essere dal gestore. Sistemati i dettagli, si recava a ritirare le chiavi di un appartamento che aveva prenotato per quella notte, una mossa, come tutto ciò che concerneva l’organizzazione dell’incontro, ovviamente concertata con Alesdio. Una doccia, il passaggio in rassegna dell’outfit per la sera, la selezione di un profumo adeguato ma non invadente, una breve sosta dal fioraio e il tramonto lo accompagnava all’interno del ristorante con studiato anticipo. L’atmosfera era quella auspicata: illuminazione opportunamente attenuata, note di musica lounge al giusto volume, tavolo strategicamente isolato, tovaglia adeguatamente lunga e sedute disposte affinché Natasha potesse dominare con la visuale tutto il locale, sostenuta dai suoi due commensali disposti lateralmente.Alessio aveva perfettamente ragione! L’ingresso di Natasha nei locali ha fermato il tempo e accelerato il battito di Eros che con una malcelata sfrontatezza ha accolto la coppia instradandola nell’angolo riservato alla loro tanto attesa serata. Il tempo di sfilare il bianco cappotto di Natasha ed ecco che in una frazione di secondo gli sguardi di Alessio e di Eros si intrecciavano, in una impercettibile porzione di tempo gli occhi di entrambi
riuscivano a riassumere tutto lo scambio di informazioni condivise in quei tre mesi di
corrispondenza...un lampo…e poi finalmente seduti.
Il vestito nero indossato da Natasha le scivolava addosso in maniera perfetta, le lunghe gambe inguainate da
strepitose calze grigie da 15 denari erano sorrette da una provocante calzatura nera con tacco 12 e cinturino, la naturale bellezza di Natasha veniva impreziosita dalla ricercatezza dei dettagli e dall’eleganza nei movimenti.
Una rapida scelta del vino che avrebbe allietato i tre nel corso della cena ed ecco che Etos proponeva alla coppia di amici ad accompagnarlo in prossimità delle cucine ove si poteva ammirare un ricco assortimento di pesce fresco mediterraneo, esposto in bella vista all’interno di un bancone refrigerato.
Alessio esprimeva un cortese diniego adducendo che non era un amante delle crudità e al contempo suggeriva alla moglie di aderire all’invito dell’amico. Natasha sembrava piuttosto imbarazzata poiché avrebbe dovuto attraversare la porzione del locale ove si trovavano altri avventori e inizialmente manifestava
l’intenzione di rimanere al tavolo, ma dopo una garbata serie di sollecitazioni provenienti da entrambi i Suoi “cavalieri”, si è decisa di affiancare Eros per raggiungere la meta.
Eros aveva fantasticato a lungo su questo particolare e ne aveva reso partecipe anche Alessio. L’idea di scortare Natasha sino al bancone del pesce, accompagnati dal sorriso compiaciuto di Alessio e dagli sguardi di tutti i presenti, lo eccitava tantissimo. In un paio di “veglie” notturne aveva immaginato minuziosamente di
affiancare Natasha mentre sfilava tra i tavoli come una modella in passerella, con lo sguardo fiero e l’incedere sinuoso, di raggiungere la vetrina ittica, di posizionarsi leggermente dietro di lei e di sussurrarle all’orecchio qualsiasi diavoleria sarebbe stata partorita dal suo istinto, riferita o meno al pescato in esposizione. Nelle sue elaborazioni mentali Eros ha immaginato di posare leggermente la sua mano sul
fianco destro di Natasha per esplorare quella porzione di corpo che avrebbe svelato la presenza del reggicalze e al contempo, incurante delle persone alle loro spalle, avrebbe adottato una decisa pressione con il corpo facendole sentire sulla coscia sinistra tutta la prorompenza della sua erezione, anzi, considerando
che si trattava di una fantasia, si può tranquillamente descrivere in maniera meno forbita…tutta la prepotenza del suo cazzo duro!
Ecco, quella piccola parte di scenografia che ha alimentato favolose masturbazioni, si stava realizzando…Eros e Natasha si trovavano assieme sul “luogo del delitto” ma si sa, la razionalità spesso e volentieri prende il sopravvento e l’onirico satiro è stato soppiantato dal concreto cavaliere, che, dopo aver selezionato alcuni pesci, si è limitato a sfiorare il fianco della Regina per riaccompagnarla al tavolo.
Per dovere di cronaca va sottolineato che Eros indossava con l’abito blu una camicia dello stesso colore, ma tenuta fuori dai pantaloni…una scelta appropriata poiché, dall’attimo in cui si era alzato da tavola per recarsi con Natasha a scegliere il pesce e ben oltre il momento in cui si sono riaccomodati…l’uccello era rimasto sull’attenti come un soldatino! La serata era iniziata in maniera scoppiettante.
La cena, date le aspettative fantasiosamente alimentate da Eros, stava procedendo nel migliore dei modi.
Superato l’iniziale imbarazzo e scongiurata la presenza del cameriere, adeguatamente istruito sulla scelta delle cibarie, i tre amici hanno iniziato a manifestare la soddisfazione della reciproca presenza e della piacevole conversazione che si adattava del tutto naturalmente all’atmosfera della serata.
Se un corpo solido, ad esempio un moscerino, avesse malauguratamente attraversato il campo visivo dei tre commensali, sarebbe stato incenerito dalla potenza dei loro sguardi che aveva creato una sorta di rete elettromagnetica...un flusso incessante di energia positiva, di parole non pronunciate, di idee da
concretizzare, di sensi protesi alla massima intensità.
Alessio improvvisamente faceva notare a Eros l’eleganza delle calze di Natasha che magicamente si svelavano sino
alla balza, sorrette dalle giarrettelle nere del reggicalze, favorite da un leggiadro movimento di bacino della donna e dalla studiata apertura frontale del vestito.
Eros era letteralmente rapito da quella visione, immaginata più e più volte nelle notti insonni, sperata nei reconditi pensieri, fantasticata durante gli orgasmi solitari e finalmente avverata; il cromatismo tratteggiato come in un dipinto di Egon Schiele, il magico gioco del bianco e nero come in uno scatto di Peter Lindbergh, la trasgressiva alternanza dei chiaroscuri come nelle fotografie di Helmut Newton.
Obbedendo ad un atavico richiamo, Eros ha fatto scivolare la mano destra sotto il tavolo, alla ricerca di quel contatto così tanto agognato. Le dita sembravano allungarsi a dismisura in attesa di raggiungere l’approdo di seta che avvolgeva quelle splendide gambe e i polpastrelli riuscivano simultaneamente a
immagazzinare e ritrasmettere il calore della pelle di Natasha che, con occhi fiammeggianti, fissava alternativamente i Suoi due Maschi eccitati.
Il leggero passaggio dei polpastrelli di Eros concentrato appena sopra il ginocchio di Natasha, veniva intercettato dalle dita affusolate della donna che, poggiando il proprio palmo sul dorso della mano di Eros, conduceva quest’ultima sino all’interno della coscia, accompagnandola in un cadenzato movimento circolare, un ritmico massaggio a due che provocava uno tsunami di erotismo tale da causare in Eros una erezione incontrollabile.
Natasha era indubbiamente la Regina e i suoi cavalieri la stavano adorando in contemporanea, carezzandole le cosce sempre più scoperte, sussurrandole musicali litanie, fissandola con compiaciuti sguardi.
L’arrivo del cameriere, con un omaggio floreale per la Regina e poi con gli antipasti, aveva diradato purtroppo quella palpabile coltre di desiderio che, come una mattutina foschia, aveva avvolto i tre voluttuosi amici. Il sorriso splendente di Natasha alla consegna di tre rose rosse, squarciava come un raggio di luce la ricercata penombra di quell’angolo magico…e la tensione negli umidi boxer di Eros tendeva ad allentarsi (ma non per molto).
Il tempo sembrava scorrere lentamente, la riuscita selezione gastronomica si alternava all’intrigante gioco che i tre stavano ponendo in essere, una mescolanza di piacere sopra e sotto il tavolo, la bontà del cibo gustato e condiviso e la sensualità delle carezze che diventavano sempre più incisive, sempre più ardite! Ad un certo punto Natasha si alzava comunicando di aver bisogno di andare alla toilette. I due uomini
accompagnavano con lo sguardo il suo incedere deciso, la perfetta incarnazione di una Valchiria della mitologia norrena, una creatura che simboleggia la fierezza della femminilità e il potere che ne scaturisce. Ogni commento tra Alessio e Eros sarebbe stato superfluo, ma la loro spontanea e splendida complicità ha favorito una raggiante espressione di compiacimento nei loro visi.
Il tempo di brindare alla riuscita della serata ed ecco che la Regina, al suo passaggio, riceveva nuovamente il legittimo tributo di sguardi da parte di tutti i presenti nel locale, ma un particolare
accattivante rendeva il suo ritorno al tavolo memorabile: curando di non essere vista da altri, se non dai Suoi due cavalieri, si chinava verso Eros e gli sussurrava celestialmente all’orecchio di porgerle la mano poiché aveva una sorpresa per lui.
Eros, inebriato dal profumo che lambiva il collo di Natasha e verosimilmente dall’odore di Donna che tutto il corpo
di Lei stava emanando, come per incanto si ritrovava nella mano destra il perizoma in pizzo di quel meraviglioso concentrato di Femmina che si stagliava al suo fianco.
Un gesto architettato alla perfezione, una concessione regale, un atto simbolico potentissimo! Ed Eros, con gli occhi luccicanti di desiderio e con una fulminea impennata di durezza nei boxer, portava
immediatamente quello scrigno di profumi e di umori alle sue narici e ne respirava l’essenza e il valore.
La Regina era di nuovo sul trono, più invitante e più licenziosa che mai, pronta a ricevere le attenzioni penetranti dei Suoi due cavalieri, incurante delle proprie reazioni, sprezzante nello sguardo e lasciva nel movimento delle labbra tormentate dai piccoli morsi inflitti.
Eros chiedeva il permesso di lasciare i due sposi da soli, aveva bisogno di andare in bagno e nel tragitto ripensava ad un altro dei famosi episodi che costituivano quel film immaginario che aveva scritto,
sceneggiato, diretto e interpretato nelle solitarie notti insonni.
Ricordava di aver fantasticato su una fantomatica “scena del bagno”, ove si sarebbe recato come realmente stava accadendo, con uno stato di eccitazione estremo; avrebbe estratto la sua verga gonfia e bagnata dalle continue sollecitazioni a tavola e dopo aver espulso una copiosa minzione, all’atto di richiuderla nei pantaloni voltava lo sguardo verso la porta semiaperta, riconoscendo con la coda dell’occhio la sagoma di Natasha.
Eros, nel pieno della trance erotica, si sarebbe voltato e con totale spudoratezza avrebbe indicato alla donna il cazzo gocciolante di umori, domandandole con una diabolica gestualità teatrale, di aiutarlo poiché non riusciva a “rimetterlo dentro” tanto era diventato duro, si trattava tutto sommato della sintesi di una comune richiesta di soccorso: …dammi una mano!
La fantasia avrebbe mutuato il prosieguo della storia in diversi modi, ognuno dei quali ha regalato a Eros dei bellissimi stimoli che lo hanno accompagnato ad altrettanti bellissimi orgasmi nei quali, quella famosa richiesta di soccorso, aveva la morbidezza e la snellezza della mano di Natasha. Tornato dalla coppia e prima di sedersi, Eros captava nello sguardo di Natasha una luce diversa. La Regina
socchiudeva lievemente le labbra e modulava ritmicamente il respiro dalla splendida bocca carnosa, la postura palesava che il busto si era adagiato sullo schienale della sedia e le gambe indugiavano maggiormente al di sotto del tavolo. Il tempo di accomodarsi ed Eros riscontrava che la mano di Alessio era tra le cosce della moglie, e le dita perse tra i meandri di quelle morbide e gonfie labbra nascoste.
Istintivamente Alessio ritirava la mano invitando Eros a sostituirlo in quella eccitante perlustrazione. In men che non si dica ecco che le dita di Eros raggiungevano lo scrigno di Natasha, saggiando prima la turgidità del clitoride e poi immergendosi in un crogiuolo di umori caldi e densi. La Regina ansimava ad ogni pressione di quelle dita ormai fradicie di piacere, di intimità, di sesso! Eros, non avrebbe resistito ancora a lungo, aveva una voglia di aprirsi la cerniera dei pantaloni e di mostrare a quella Femmina meravigliosa il risultato così sapientemente indotto dalla successione di quei libidinosi movimenti.
Anche Natasha iniziava a tradire quel regale autocontrollo che l’etichetta imponeva all’interno di un locale pubblico e la sua mano sinistra si avventurava sulla coscia di Eros dirigendo sempre più in alto; era evidente la ricerca di ciò che non era stato ancora mostrato, me che aveva potuto immaginare dalle vampe di fuoco emanate dagli occhi dell’uomo. Il contatto veniva impedito solo dalla naturale posizione sinistrorsa del glande, scusate, del cazzo di Eros che svettava impaziente di sentire la pressione di quella mano tanto immaginata, ma che anche in questo frangente rimaneva inattuata.
La situazione iniziava ad essere davvero incontrollabile e sebbene la cena non fosse del tutto terminata, i tre amici decidevano di alzarsi e di uscire dal locale, anzi, a onor del vero, è stata proprio la Regina a manifestare il desiderio di andare via al più presto sottolineando di non voler prendere il dolce e sollecitando i due cavalieri a richiedere velocemente il conto. Quell’atteggiamento così determinato di Natasha, quell’accennato tono imperativo, quello sguardo severo e così sensuale erano inequivocabilmente indicatori dello stato di eccitazione raggiunto da tutti, ma sapientemente esternato dalla Regina.
La serata sarebbe continuata al riparo da occhi indiscreti.
(continua)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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